Punto su di te - 2015

Seconda fase della campagna a favore della parità di genere, incentrata sul gender pay gap.

Argomenti trattati : Educazione e formazione Lavoro Pari opportunità

Credits

EntePubblicità Progresso
Agenzia di pubblicitàY&R Italia
Presidente - Executive Creative DirectorVicky Gitto
Creative Director-copyPaolo Pollo
Deputy Creative Director - artMarco Panareo
Deputy Creative Director - artCristian Comand
Deputy Creative Director - copyMary Apone
Senior CopywriterDomenico Greco
CopywriterAndrea Dell’Osa
Art DirectorStefania Esposito
Art DirectorDiana Criscuolo
TV ProducerCarola Bianchi
Art BuyerElena Paglialonga
Account ExecutiveLetizia Fabbri
Casa di produzioneBedeschi Film
ProduttoreGiovanni Bedeschi
New Business coordinatorLaura Bonino
RegistaClaudio Gallinella
Aiuto registaAlberto Poli
Assistente registaGiacomo Tabone
Executive producerFederico Salvi
Direttore di produzioneLorenzo Calzeroni
Assistente di produzioneValentina Rimoldi
Coordinatore cdpElio Scalamandrè
OperatoreAmir Andalib
Assistente OperatoreTommaso Bedeschi
FonicoRiccardo Milano
AttrezzistaAlfredo Spadaro
TruccoSilvia Murciano
StylistFrancisco Ranellucci
MontatoreFrancesca Castellari
Sound DesignerMatteo Milani
Post produzione TVPost Atomic (Jacopo Ardit, Sara Affatato, Daniel Pallucca)
AttriceGiulia Cailotto
MusicaPhilippe Abussi
SpeakerIlaria Stagni
Fotografia e Post-produzioneFM Photographers
Produzione materiali stampaSprint Production
Centri MediaHavas Media Group, MEC
Istituto RicercheIstituto Piepoli
Portale (ideazione grafica)Angelini Graphic Design
Portale (implementazione)E-Motion Web, gruppo Real Time
Rassegna StampaMimesi
Italia - 2015

Se si vuole parlare seriamente di parità di genere, dobbiamo cercare di eliminare ogni forma di discriminazione.

Ecco perché la seconda fase della campagna di Pubblicità Progresso dedicata a questo tema è stata incentrata sulla disparità di stipendio tra uomo e donna che, secondo le statistiche*, arriva a raggiungere punte del 30% a seconda dei settori, mentre 1 donna su 4 abbandona il lavoro dopo il primo figlio.

Se la prima fase della campagna sollevava il problema della discriminazione sessuale, nella seconda fase viene denunciato un atteggiamento altrettanto discriminatorio riguardo al salario da parte di head hunter e datori di lavoro.

Sia lo spot che il video che la campagna stampa utilizzano una creatività brillante, semplice ed efficace per ricordare che bisogna dare al lavoro delle donne il suo giusto valore.

Lo spot è stato girato durante alcuni colloqui di lavoro, attraverso le telecamere nascoste tipiche di alcune inchieste televisive.L’attrice coinvolta nel progetto si è presentata ai colloqui interpretando il ruolo di una donna e poi, accuratamente truccata, quello di un uomo. Entrambi interessati alla posizione offerta, con lo stesso background di studi e di esperienze, ma di sesso diverso. Interrogati su formazione ed esperienza lavorativa pregressa i due candidati danno le stesse risposte.Al momento di chiarire le aspettative economiche però, nonostante fossero la stessa persona e avessero proposto la medesima cifra, il selezionatore si è dichiarato disponibile ad accettare la richiesta di retribuzione del candidato uomo, trovando invece eccessiva la richiesta della donna.Lo sguardo sorpreso e irritato della donna, che da solo vale l’intero film, sottolinea con rimarchevole evidenza l’ingiustizia che le donne subiscono frequentemente in ambito professionale.

Chiaro e diretto il messaggio finale: “Essere una donna è ancora un mestiere complicato. Diamogli il giusto valore”.

Nella campagna stampa, una donna tiene in mano una banconota da 10 euro, che riporta però la cifra 7.Con un linguaggio creativo memorabile viene fatta rilevare la discriminazione salariale che le donne subiscono che, secondo le statistiche*, può arrivare fino al 30% a seconda dei settori.

L’obiettivo della campagna è quello di sensibilizzare e ottenere la partecipazione attiva di tutti, in modo che la professionalità delle donne venga riconosciuta e valorizzata in termini di maggiore rispetto, stima e opportunità.

* FONTII dati relativi al gender pay gap sono stati tratti dalle seguenti statistiche:

Gender gap report 2015Report gratuito realizzato dall’Osservatorio di JobPricing sulle differenze di genere nel mercato del lavoro in Italia.

Rapporto Almalaurea 2014XVII Indagine 2014 sulla condizione occupazionale dei laureati, realizzata dal Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea con il sostegno del MIUR.