Puntosudite, interviene Alberto Contri

La campagna sulla parità di genere "Puntosudite" è appena stata presentata e non è ancora cominciata e già sta suscitando apprezzamenti, critiche e discussioni.

Pubblicazione: 19 dicembre 2013 16:49
Ultima modifica: 17 febbraio 2017 15:52
Argomento: News
Punto-su-di-te risponde alberto contri
Puntosudite_MaritoSticker
Puntosudite_Marito

La campagna sulla parità di genere "Puntosudite" è appena stata presentata e non è ancora cominciata, ma già sta suscitando apprezzamenti, critiche e discussioni per quanto è apparso su YouTube e su alcuni blog.

Ringraziando per gli apprezzamenti, spesso assai ben articolati, non si può non rimanere stupiti dalla precipitosità di alcuni giudizi, basati sulla errata convinzione di trovarsi di fronte alla ennesima campagna-provocazione fine a se stessa.

Ancora più preoccupazione destano le argomentazioni di quanti ritengano basti un breve spot di pochi secondi, un annuncio o un manifesto a modificare stereotipi e pregiudizi che hanno radici assai remote. In particolare da quando sono venuti alla ribalta i social network tale convinzione si rivela fallace.

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La Young & Rubicam ha creato manifesti che alcuni considerano "trappola cui è difficile sfuggire", ma non per dimostrare ciò che in realtà già sappiamo, ahinoi, ma per rendere evidente che negare la discriminazione è già una parte del problema, e sollevare quindi la discussione: le decine di migliaia di post pubblicati in soli due-tre giorni testimoniano che abbiamo visto giusto.

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Dopo i manifesti/provocazione, usciranno gli annunci con le frasi incriminate coperte da uno sticker che invita ad andare su www.puntosudite.it per coinvolgersi in un lavoro collettivo di superamento dei pregiudizi, e poi...

Ma rimandiamo ad un paio di interviste/analisi di chi ha voluto saperne di più: con il desiderio di approndire senza...pre-giudizi!

Alberto Contri,Presidente Fondazione Pubblicità Progresso